Formazione Tecnica

PDF-X… AMICO o NEMICO?!

DATE:  3, 17 Febbraio e 3 Marzo 2018

DESTINATARI: Creativi, studi grafici, Agenzie di comunicazione, addetti di prestampa….coloro che con il PDF lavorano quotidianamente.

DESCRIZIONE: Sia l’industria della stampa che le modalità di processare i PDF, hanno subìto nel corso del tempo cambiamenti significativi. Il modello di pubblicazione multicanale sta assumendo molta più importanza rispetto al metodo convenzionale, dove i contenuti vengono preparati per una specifica condizione di stampa. L’editoria sta diventando sempre più indipendente dal supporto e dalla tecnologia di stampa utilizzata, di conseguenza è indispensabile un approccio più flessibile, al momento della creazione del documento.

Il Ghent Workgroup ha creduto che fosse necessario mantenere le specifiche aggiornate con i più recenti sviluppi tecnologici e a tal proposito ha rilasciato lo scorso anno la nuova specifica “GWG2015”, basata sullo standard PDF/X-4 (ISO 15930-7:2010). Da qualche mese è disponibile una guida in italiano denominata “GWG2015 PDF/X workflow”, un progetto realizzato grazie al fondamentale supporto di Comunico Italiano (l’Associazione che riunisce le realtà imprenditoriali italiane del mondo della comunicazione).

Il corso ad esso dedicato, analizza a fondo il percorso che porta alla creazione di un PDF/X-4 idoneo per la stampa e spiega come sfruttarne al meglio le potenzialità. Nelle industrie  grafiche è ormai pratica comune utilizzare e archiviare i file in modalità indipendente dal media. Il Ghent Workgroup supporta questo metodo di lavoro, consentendo alle immagini di rimanere in RGB durante la maggior parte del flusso di lavoro. I vantaggi derivanti dalla creazione di PDF con questo standard sono la facilità di fruizione nell’editoria elettronica, l’utilizzo dello stesso file per processi di stampa differenti e per sfruttare al meglio l’ampio gamut delle moderne macchine da stampa digitali e di grande formato.

CONTENUTI:

  • Panoramica flusso di lavoro GWG2015
  • Pagina di esempio del Ghent Workgroup
  • Lavorazione dei PDF: oggi, domani e in futuro …
  • PDF e PDF/X
  • Limitazioni sui PDF: necessari per la creazione di file in prestampa
  • Quale specifica GWG utilizzare?
  • Trattamento (classico) immagini, specifico per il processo di stampa
  • Trattamento immagini indipendente dal media
  • Trattamento (classico) elementi vettoriali, specifico per il processo di stampa
  • Impostazione dell’impaginato: nuovi documenti
  • Impostazione dell’impaginato: documenti esistenti
  • Verifica preliminare in InDesign
  • Impaginazione e grafica
  • Ottimizzazione dell’impaginato nell’utilizzo della trasparenza
  • Gestione colore: Early, Intermediate & Late Binding
  • Creazione del PDF/X
  • InDesign: esportazione in PDF/X-4 CMYK
  • QuarkXPress: esportazione in PDF/X-4 CMYK
  • InDesign: esportazione in PDF/X-4 CMYK + RGB

LUOGOFAV Fondazione Aldini Valeriani – Via Bassanelli Sario, 11 – 40129 Bologna

DOCENTE: Denis Salicetti, diplomato come Tecnico delle Industrie Grafiche e in Scienze Economiche, opera nel settore delle arti grafiche come Publiscer Expert e IT Manager. Consigliere e Media Partner di TAGA Italia, partecipa ai lavori del Gent Workgroup, della PDF   Association e ISO TC 130 e TC171. Gestisce inoltre un Blog sul Publiscer per promuovere l’informazione e la ricerca www.salicetti.it

Scarica il Modulo d’iscrizione

Comunico ItalianoPDF-X… AMICO o NEMICO?!
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Modello di Responsabilità Sociale di Comunico Italiano

Modello di Responsabilità Sociale di Comunico Italiano


TAPPE del PERCORSO:

25 Giugno 2015:

Il Consiglio Direttivo Straordinario di Comunico Italiano delibera di costituire una Commissione interna all’associazione con lo scopo di costruire il Modello Etico di Comunico Italiano.

8 Luglio 2015:

Creazione di una COMMISSIONE formata da una decina di nostri Associati

Luglio – Settembre 2015:

4 Incontri della Commissione hanno portato alla stesura di una prima BOZZA del “Modello di Responsabilità Sociale di Comunico Italiano adottato dall’Associazione e dagli Associati per l’anno 2016”, prendendo come punto di riferimento la norma ISO 26000:2010, linea guida internazionale su tali tematiche.

8 Ottobre 2015:

APPROVAZIONE Documento da parte del Consiglio Direttivo

2 Dicembre 2015:

PRESENTAZIONE del Documento agli Associati durante l’Assemblea

6 Febbraio 2016:

GIORNATA “Il nostro Modello per l’Impresa che cresce” Giornata dedicata all’analisi e alla condivisione dei valori espressi nel modello. La testimonianza forte di un Imprenditore associato, che sta applicando i principi guida della responsabilità sociale d’impresa, ha fatto sì che tutti comprendessero l’importanza dell’approccio etico per fare progredire le nostre imprese e il nostro territorio.

3 Marzo 2016 :

VOTAZIONE Documento da parte dell’Assemblea

L’approccio di Comunico Italiano è di adottare i 7 principi contenuti nella norma ISO, riferendoli a 7 aree tematiche adattate al settore delle arti grafiche, incrementando il modello con esperienze e conoscenze degli associati. Tale documento si prefigge lo scopo di promuovere la comprensione e la consapevolezza della responsabilità sociale a tutte le realtà dell’Associazione; è uno strumento di lavoro e consdivisione, un documento aperto, vivo e rinnovabile nel tempo.

Un percorso da compiere assieme ai nostri associati

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Comunico ItalianoModello di Responsabilità Sociale di Comunico Italiano
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21 Nov 2015 e 30 Gen 2016: Seminario “Fogra 51: istruzioni per l’uso”

“FOGRA51: ISTRUZIONI PER L’USO”

Un seminario per comprendere meglio la tecnologia, un incontro che ha riscontrato il numero massimo di partecipanti e, considerando l’importanza, andrà ripetuto.

1°EDIZIONE: Sabato 21 Novembre 2015

2°EDIZIONE: Sabato 30 Gennaio 2016


L’aggiornamento tecnico professionale, dovuto all’evoluzione tecnologica, è uno dei principali temi che Comunico Italiano, Associazione Imprese Emilia – Romagna, cerca costantemente di affrontare, organizzando incontri sia teorici che pratici per meglio conoscere ed applicare nel modo ottimale la tecnologia.

L’ultimo di questi incontri si è svolto Sabato 30 Gennaio 2016 all’Istituto Aldini Valeriani di Bologna nell’aula “Cesare Ratta”, con la riedizione dell’Update tecnologico rivolto agli operatori di prestampa e stampa digitale: “FOGRA51: ISTRUZIONI PER L’USO”.

Il seminario è stato svolto da Alessandro Beltrami, docente e tecnico d’indiscussa esperienza oltre ad essere Consulente software, colorimetria e pre-stampa, Presidente TAGA Italia, Coordinatore Nazionale UNI “Tecnologia Grafica”, Coordinatore Internazionale ISO/TC130 TF3 “Workflow standards roadmap”.

Da sottolineare il grande successo della prima edizione, alla quale hanno partecipato 23 operatori, che ha portato all’organizzazione di un secondo appuntamento con 18 partecipanti, e perchè no di una terza edizione (?).

Gli obiettivi prefissati degli incontri sono stati quelli di comprendere le differenze tra caratterizzazioni e profili colore nonché di come gestire correttamente Fogra51.

La gestione del colore risulta essere semplice se trattata teoricamente; la stessa gestione diventa assai più complessa nella pratica, nella gestione dei file ricevuti da diverse fonti che spesso generano incomprensione e riproducibilità cromatica non conforme a quanto richiesto dal cliente. In ultima analisi linguaggi diversi incomprensibili ai più, dove basterebbe parlare la stessa lingua.

È in questo contesto che il seminario “FOGRA51: ISTRUZIONI PER L’USO” vuole chiarire concetti applicativi atti a specificare cosa occorre e cosa non occorre applicare.

A distanza di nove anni da FOGRA39 (e dodici anni da FOGRA27) sono state rilasciate le nuove caratterizzazioni per la stampa offset su carta patinata e uso mano. Cosa cambia in pratica?

La risposta è stata data nel corso delle mattinate. È stato spiegato il significato di una caratterizzazione, come si costruisce e come si legge; è stato altresì, ripercorso il passaggio da Euroscale Coated v2 (2000) a PSO Coated v3 – Fogra51 (2015), un percorso durato quindici anni di caratterizzazioni e profili colore standard. È stata trattata la correzione del punto di bianco (SCCA) determinante ai fini cromatici in funzione del bianco del supporto da utilizzare e come determinare un corretto bilanciamento cromatico. Sono stati, inoltre, illustrati esempi pratici inerenti ai pro ed i contro nell’adeguare il proprio flusso di lavoro e la prova di stampa ai nuovi standard per carta patinata e uso-mano, osservando esempi di stampati utilizzando fonti luminose normalizzate.

il 12 Febbraio 2016 seguirà un workshop pratico con una prova di stampa calibrata in entrambi i modi per provare differenze e verificare quanto appreso.

L’invito che Comunico Italiano rivolge ai suoi associati e non solo, è quello di consultare costantemente il sito www.comunicoitaliano.it e di TAGA Italia www.taga.it, nei quali potete informarvi sulle prossime attività.

…da soli possiamo fare poco, insieme possiamo fare molto.

Adalberto Monti

Consulente e formatore di stampa, Vicepresidente TAGA Italia, Socio onorario di Comunico Italiano


COMMENTI DEI PARTECIPANTI

“Ottima iniziativa, come al solito trattata in modo egregio da Beltrami.”

“Il feedback è positivo, 4 ore nelle quali abbiamo capito le evidenti differenze tra i 2 standard. Direi tutto chiaro, mancano solo le prove sul campo.”

“Molto interessante, anche se tante cose le avevo già viste di persona con Beltrami che ci segue come consulente da anni. Sarebbe stato bello poter dedicare anche il pomeriggio, perchè si sà, l’appetito vien mangiando.”

“La lezione è stata molto interessante e ci ha fatto capire che la strada è lunga, quindi non vediamo l’ora di partecipare al prossimo appuntamento!”

Comunico Italiano21 Nov 2015 e 30 Gen 2016: Seminario “Fogra 51: istruzioni per l’uso”
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18 Aprile 2015: Lezione tecnica di approfondimento TAGA

Lezione Tecnica di Approfondimento TAGA Italia

18 Aprile 2015


Le Lezioni Tecniche di Approfondimento TAGA Italia rappresentano un momento di aggiornamento professionale indispensabile per tutti coloro che direttamente o indirettamente operano nel mondo della comunicazione ed in particolare nel mondo della stampa perché permette di conoscere sia le nuove evoluzioni tecnologiche dei temi affrontati che lo scambio di opinioni tra coloro che sono presenti all’evento.

La partecipazione di imprenditori, operatori, studenti, insegnanti, in un ambiente significativo quale è la scuola, punto di riferimento indispensabile, permette di conoscere le problematiche che quotidianamente si affrontano e non sempre si risolvono in fase produttiva.

Sabato 18 aprile 2015 si è svolta a Bologna, presso l’Istituto Aldini – Valeriani, una Lezione Tecnica inerente La Stampa Digitale.

Brillante relatore, chiaro nell’esposizione di un tema non semplice da spiegare, è stato Alessandro Mambretti (TAGA Italia) il quale ha fatto riferimento ai due documenti redatti da TAGA Italia e precisamente il TAGA.DOC.12 La Stampa digitale ed il TAGA.DOC.15 Allineamento della stampa digitale secondo le norme ISO12647-7.

I punti salienti dell’intervento si riferivano all’evoluzione tecnologica della stampa digitale, alle nuove possibilità di nobilitazione dello stampato ed in particolare al ruolo che sempre più sta acquisendo questa tecnologia di stampa nella comunicazione.

Per conoscere e approfondire i punti trattati, è possibile download/scaricare il pdf, di seguito allegato, contenente le slide realizzate e proiettate da Alessandro Mambretti nel suo intervento.

Numerosa la partecipazione come pure molteplici sono state le domande poste al relatore, indice di interesse nell’evoluzione tecnologica.

È doveroso sottolineare che la tecnologia non la si può fermare per avere a disposizione il tempo necessario di imparare. La tecnologia non aspetta nessuno. Avendo la possibilità di un supporto, un aiuto frutto della collaborazione reciproca e dell’integrazione di esperienza operativa, quale è TAGA, è possibile affrontare le difficoltà in modo attivo e piacevole.

“Comunico Italiano” è un esempio da seguire perché rappresenta concretamente che volendo si può fare, occorrono sacrifici, ma senza quelli non si ottiene nulla.

Ricordatevi di consultare il sito di TAGA Italia www.taga.it, anche questo serve per avere informazioni importanti.

In ultima analisi … proviamo insieme a non arrivare sempre dopo gli altri!

Le difficoltà si affrontano conoscendo la tecnologia, non ignorandola.

Nel volere raggiungere un obiettivo occorre crederci e avere la volontà di applicarlo, questo è l’augurio che rivolgo e spero sia comune a tutti noi: allarghiamo lo spirito di TAGA, da soli possiamo fare poco, insieme possiamo fare molto.

Adalberto Monti,

Vicepresidente di TAGA Italia e Coordinatore delle Lezioni Tecniche di Approfondimento

CB_amministratore18 Aprile 2015: Lezione tecnica di approfondimento TAGA
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MISURIAMOCI PARTE 2 – DAL PROGETTO A “COMUNICO ITALIANO”

MISURIAMOCI PARTE 2 – DAL PROGETTO A “COMUNICO ITALIANO”

Di Elia Nardini (titolare di CorGae, associata a Comunico Italiano)


Stampo italiano [che poi diventerà Comunico Italiano, NdR], il progetto nato in seno all’Associazione per le Arti Grafiche di Bologna e all’Associazione Poligrafici Modenesi, a coronamento dell’esperienza MISURIAMOCI parte da molto lontano. Le prime mosse sono del 2007, quando su una felice intuizione dell’Associazione Poligrafici Modenesi inizia la collaborazione con l’Associazione Arti Grafiche di Bologna in un progetto congiunto per rinnovare gli “Usi e consuetudini” del settore grafico.

Nel 2009, a compimento della stesura che ha visto coinvolti oltre alle due Associazioni anche molti tecnici TAGA a livello nazionale, la Camera di Commercio di Bologna su sollecitazione di AAGB pubblica le “Clausole e regolamentazione del settore grafico (Prestampa, Stampa, Legatoria e Cartotecnica/Packaging)”. In quel documento prestampa e stampa fanno largo riferimento alla norma ISO 12647-2.

Se fin da subito si erano visti alcuni limiti concettuali delle Norme ISO, solo con la prosecuzione del dibattito ci si rende conto che basterebbe una semplice correzione per renderle molto più vicine alle realtà produttive che si sono affermate nel mondo.

Semplicemente: preso atto di una modalità di stampa, questa può essere considerata a Norma se rispetta le tolleranze previste dalla stessa.

Viene quindi elaborata e approvata dalle due Associazioni una nuova stesura dell’articolo 8 delle “Clausole e regolamentazioni” che sancisce quel semplice assunto. Purtroppo tale articolo, che sostanzialmente precorre quanto stabiliranno le nuove ISO 12647-2 non si è riusciti a farlo pubblicare dalla Camera di Commercio e questo è molto pericoloso per i nostri stessi stampatori in caso di conflitto legale in quanto l’attuale stesura non è in sintonia col modo di stampare locale.

Clausole e regolamentazione del settore grafico (versione aggiornata non ancora pubblicata dalla Camera di commercio e quindi PRIVA DI VALORE LEGALE)

Titolo III – Stampa

Art. 8 Esecuzione.

1. Omissis
2. È considerata merceologicamente idonea una stampa che – seppur non a norma ISO 12647-2 rispetto ai valori di caratterizzazione per le 5 tipologie previste – usa una carta e/o una curva tonale diversa purché riconosciuta caratteristica della modalità di stampa locale e purché rispetti le metodologie e i valori di tolleranza della stessa ISO 12647-2 quali:

  1. rispondenza alla prova contrattuale colore approvata come definita al comma 1 dell’articolo 6,
  2. tolleranze in termini di DE dei primari,
  3. tolleranza di deviazione e tolleranza di variabilità in tiratura.

3. È definita locale una modalità di stampa che rispetta, entro le tolleranze di cui al comma precedente, i “Riferimenti tonali e colorimetrici relativi alla stampa offset in piano” pubblicati dall’Associazione delle Arti Grafiche di Bologna e dall’Associazione Poligrafici Modenesi allo stato di revisione corrente, oppure la caratterizzazione di uno specifico impianto sul quale è stata prodotta e approvata una prova contrattuale colore.

Tutto l’ampio dibattito che ne deriva si concretizza in un altro grande risultato pratico: la partecipazione attiva di AAGB e poi APM ai lavori del TC 130 con Alessandro Beltrami (Pechino, San Gallen, San Paolo, Berlino, Chicago). È durante questa partecipazione che emerge l’esigenza di fare in modo che le Norme tengano conto del modo “italiano” di stampare, caratterizzato da una TVI (schiacciamento) più basso che produce stampe globalmente più pulite e luminose. Da questo lavoro, nel 2011, l’UNI, dopo oltre un decennio di inattività, formalizza la riapertura della commissione “Tecnologie Grafiche”, grazie alla collaborazione di TAGA e sotto il coordinamento di Alessandro Beltrami. Da questo momento i lavori del TC 130 vengono seguiti sotto il patrocinio formale dell’UNI e l’Italia torna a partecipare ai tavoli ISO con diritto di voto.

Mentre a livello internazionale si discute sulle nuove ISO, che tendono a discostarsi ulteriormente dal nostro modo di stampare, nasce il progetto MISURIAMOCI con lo scopo di attuare una ricerca conoscitiva per sostenere le testi italiane che nel frattempo si stanno materializzando e affermando.

Ventitre aziende da Reggio Emilia a Rimini stampano una forma test uguale per tutti sulla stessa carta (Symbol Freelife satin da 150 g offerta da Fedrigoni). Viene richiesto di stampare senza nessun vincolo ma con la modalità standard propria dell’azienda: non è una gara, ma semplicemente il modo per rendersi conto di quali siano le caratteristiche del comprensorio.

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In buona approssimazione, nel nostro comprensorio si stampa così (linee continue): TVI del ciano e del magenta attorno al 12%, nero e giallo attorno al 14%. Quella del giallo è una particolarità tutta nostrana che fornisce ulteriore brillantezza e luminosità alla stampa. Le ISO attuali hanno una TVI del 14,3% per CMY e di 3 punti superiori per il nero (tratteggiato sottile) mentre le nuove ISO che in quel momento si dibattono e che saranno certamente approvate in questa forma, vanno dal 16 al 19% (tratteggiato più grosso).

Se passasse solo questa ultima impostazione senza alcun correttivo (e il rischio che ciò accadesse è stato notevole), per gli stampatori italiani sarebbe un grosso problema perché delle due l’una: se vogliono stampare a Norma debbono farlo in modo contrario al gusto nazionale, se vogliono mantenere la tradizione che li ha fin qui contraddistinti debbono stampare fuori norma e questo li escluderebbe di fatto dalla competizione sul mercato globale. E tutto ciò dopo che negli ultimi anni sono stati fatti ampi investimenti, forse anche in modo improprio ed esagerato, in nuove tecnologie che, come tali, producono schiacciamenti bassi. D’altra parte per stampare per l’estero occorre garantire degli standard e le norme ISO sono gli unici riferimenti esistenti.

Dato l’impianto propositivo della partecipazione di AAGB e APM al TC 130 i dati del progetto MISURIAMOCI vengono presentati ai meeting ISO di Berlino e le nostre tesi sono prese in tale considerazione che il nostro modo di pensare si fa strada al punto che viene inserito nella revisione delle norme ISO 12647-2 che dovrebbero vedere la luce nella seconda metà del 2013.

Proprio così: le nuove norme prevederanno ciò che noi avevamo intuito e tentato di applicare tre anni or sono. La soddisfazione del risultato internazionale ci deve però dare la spinta per ottenere almeno lo stesso risultato a livello locale attraverso o l’approvazione di veri e propri “Usi e consuetudini” che ancora mancano nelle nostre Province di Bologna e Modena o, almeno, l’aggiornamento formale delle “Clausole e regolamentazione”.

E con questi risultati, quando si otterranno, si chiuderà, in un modo veramente eccellente, il cerchio di quella lungimirante iniziativa nata nel 2007:

  • Non avevamo un riferimento e ce lo siamo creati (Clausole e regolamentazione del settore grafico) derivandolo da quanto di meglio ci poteva essere sulla scena internazionale.
  • Quel meglio non ci soddisfaceva e abbiamo avuto la volontà e il coraggio di studiare (progetto MISURIAMOCI) una formulazione migliore.
  • Questa migliore formulazione sta diventando regola internazione che può anche lasciare dove sono gli oramai arcaici “Usi e consuetudini” che hanno una visione prettamente locale.

Ma una regola internazionale non può basarsi sul nulla: pena la babele normativa, l’inviluppo degli standard in tanti dialetti locali e, alla fine, l’impossibilità di trarre vantaggio dalla standardizzazione.

Viene allora in soccorso un’altra idea che era stata sviluppata per dare sostanza al nostro modo di stampare qualora fossero andate avanti le ISO nella stesura alta TVI senza correttivo. Si tratta di “Stampo italiano” un progetto che prevede poche cose concrete, tra l’altro tutte già realizzate e che debbono essere coordinate in un progetto a respiro nazionale ove partecipano le migliori forze che ruotano attorno alla professione.

Sostiene il progetto da noi preparato:

“Stampo italiano si rifà alle tolleranze e alle procedure di controllo delle norme ISO 12647 per la stampa allo stato della revisione attuale, ma non considera vincolanti i valori dei primari e delle TVI.

Prevede e/o consente l’utilizzo delle caratterizzazioni ISO 12647 standard ma anche della caratterizzazione italiana del consorzio MISURIAMOCI o di una qualsiasi caratterizzazione personalizzata sulla quale l’azienda utilizzatrice deve essere in grado di fornire il relativo profilo colore icc sul quale deve essere in grado di produrre prove contrattuali colore che rispondono alla ISO 12647-7 e stampe che rispecchiamo limiti e tolleranze della ISO 12647 del segmento di mercato di interesse.

Per quanto non previsto dalla ISO di riferimento valgono, se e in quanto previsti, i parametri delle Clausole e regolamentazione del settore grafico (TAGA.DOC.xx)”

Se lo analizziamo c’è la previsione del coordinamento organico di tutto quanto è stato fatto e quanto è necessario fare per arrivare ad un sistema paese per la stampa con tutti i benefici che ciò può generare. Oggi è orientato principalmente alla stampa offset, ma per la sua impostazione aperta può spaziare verso tutte le procedure di stampa (digitale compreso di cui si sta cominciando solo ora a definire la relativa ISO 15311).

Si basa sulle tolleranze e sulle procedure delle ISO 12647, e con ciò si offre il quadro certo di rispondenza ad uno standard ormai acquisito dai più nelle logiche (non sulle cromaticità dei primari e sulla TVI in quanto è su queste diversificazioni che è possibile rispettare e promuovere i possibili “dialetti” che a livello mondiale hanno creato poli di eccellenza).

Per l’Italia si fa riferimento alla caratterizzazione del “Consorzio MISURIAMOCI ” una entità di fatto ben presente con tanto di persone ma da costituire in modo formalizzato sul solco della positiva esperienza fin qui maturata il cui scopo è individuare la modalità nazionale di stampa (ora la sua visione è limitata all’Emilia Romagna, ma abbiamo già dato la nostra disponibilità ad un progetto a respiro nazionale che potrebbe essere sviluppato sotto l’egida di Assografici). Lascia spazio alle riconosciute eccellenze che troviamo nel nostro Paese e che, pur se considerate a ragione emblemi dello stato dell’arte, oggi, di fatto, stampano fuori norma ISO. Vuole definire, anche attraverso un coinvolgimento formale di TAGA, un documento normativo di riferimento nazionale che trae spunto da quanto finora ben rappresentato dalle “Clausole e regolamentazione del settore grafico”.

Come si vede non c’è nulla da inventare, ma solo mettere assieme risorse ed esperienze che hanno già mostrato la bontà del loro operare. Al momento si tratta di pochissime persone che hanno prodotto un risultato ineguagliabile con costi assolutamente irrisori che non chiedono altro che la loro esperienza si allarghi alla sola condizione di non snaturarsi.

È un gruppo che ha espresso rappresentanti cui è stato addirittura affidato all’ultimo incontro del TC 130 di prospettare le linee filosofiche cui dovrebbero ispirarsi le prossime ISO. Se il consesso internazionale ci riconosce questa lungimiranza sarà il caso che a casa nostra qualcuno in più ci segua con convinzione.

Ma le nostre aziende purtroppo non sempre hanno la vista sufficientemente lunga. Disponibili come sono state alla realizzazione del progetto MISURIAMOCI fino a quando tutto si svolgeva entro le anguste pareti aziendali, mostrano un terrore insano nel confronto tecnico che avrebbe dovuto seguire con lo scopo di innalzare il livello conoscitivo nel nostro comprensorio.

Mentre c’è chi sulla base di questa esperienza tecnica è riuscito a racimolare un bagaglio di conoscenze che gli ha consentito di raggiungere una certificazione aziendale di processo senza dover ricorrere a spese di consulenza, la maggior parte dei titolari non favorisce la partecipazione, quando addirittura non la osteggia considerandola pratica inutile in un “momento in cui sono ben altri i problemi … ”.

Sono certi costoro che le loro remore, magari legate alla perdita nel passato di un bravo collaboratore la cui causa è attribuita al “contagio” con altre realtà aziendali non sia piuttosto dovuta alla pochezza degli stimoli che offrivano, e probabilmente continuano ad offrire in questa angusta visione? Sono certi di riuscire a mantenere nel tempo queste persone che, confinate nel non confronto presto saranno drammaticamente e inutilmente obsolete?

La conoscenza porta con se il progresso e con esso anche quelle che taluni considerano pericolose emancipazioni: ma è una strada obbligata non solo verso lo sviluppo, ma in certe circostanze per la stessa sopravvivenza.

Elia Nardini

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